Sulle sue alture e dinanzi a panorami sempre vasti si alternano leggende,
castelli, chiese solitarie e poesie in varie lingue... il Collio profondo,
nel tempo, si rivela anche nel suo paesaggio storico e culturale mosso e
variegato di contrasti che ne fanno un territorio originale e unico. Unico
in Europa perché non esiste altrove una terra con un nome usato per
molti secoli, dai suoi abitanti, allo stesso tempo in lingua germanica, slava
e romanza. Collio - nell'Ottocento si scriveva Coglio - è ancora Cuei e Brda,
ma in passato era anche In den Ecken. E quest'ultima è forse una delle
sue più antiche menzioni cartografiche. Era così per i signori
feudali tedeschi qui presenti per tutto il Medioevo e per la nobiltà di
cultura austriaca sino a tutto l'Ottocento. Francesco Leopoldo Savio, letterato
Goriziano, scriveva nel 1820 a Barbana un bel sonetto in tedesco intitolato “In
Ecken”. La zona D.O.C. Collio comprende circa 1600 ettari di vigneti collinari specializzati,
distesi lungo la fascia collinare settentrionale della provincia di Gorizia
a ridosso del confine con la Slovenia. Il territorio copre una sequenza di
declivi che si sviluppano lungo ampie superfici esposte a mezzogiorno, molto
adatte ad una viticoltura di gran pregio.La prossimità delle Prealpi Giulie costituisce un efficace riparo
dai venti freddi di settentrione, e la vicinanza della costa adriatica
favorisce la persistenza di un microclima mite e temperato; anche per questo,
nel secolo scorso quando il territorio faceva parte dell'Impero Asburgico,
Gorizia veniva definita la "Nizza dell'Adriatico".I terreni del Collio sono costituiti da marne ed arenarie stratificate
di origine eocenica, portate in superficie in epoca remota dal sollevamento
dei fondali dell'Adriatico, come indica il frequente ritrovamento di fossili
marini.






